Un progetto consiste, in senso generale, nell’organizzazione di azioni nel tempo per il perseguimento di uno scopo predefinito. Il termine deriva dal latino proiectum, participio passato del verbo proicere, letteralmente traducibile con gettare avanti; il che spiega anche l’assonanza etimologica dei verbi italiani proiettare e progettare. Il progetto si caratterizza per la preventiva individuazione di azioni, tempi, risorse, ruoli e aspettative di risultato che vengono definite a seguito di una analisi preliminare in ordine a:

  • risultati attesi (aspettative di risultato / obiettivo da conseguire)
  • caratteristiche del contesto (opportunità e limiti)
  • ruoli e risorse disponibili (professionalità, disponibilità, risorse finanziarie, tempo, ecc)

A casa di Palla di Sogno sarà, in Europa, il primo hospice e casa di sollievo che ospiterà insieme i bambini e le loro famiglie, ritenendoli inscindibili nei momenti di maggiore sofferenza, ed entrambi bisognosi di cure e sostegno.

Palla di Sogno è il titolo di una fiaba che permette ai bimbi di affrontare il tema della morte (che sanno vicina) con genitori e curanti, essendo una bella metafora di trasformazione, nata in un contesto di accompagnamento dei piccoli malati oncologici in Canada. E’ vero che non è famosa come Biancaneve, ma ne esiste anche una versione sonora con Marco Columbro, voce narrante, Lorella Cuccarini, voce recitante, e uno straordinario coro di bambini di Vicenza, che hanno aderito con entusiasmo e del tutto gratuitamente al progetto già diversi anni fa, quando esso era stato adottato da un gruppo di editori: all’epoca non c’era la legge sugli hospice, per cui il progetto si limitava a diffondere gratuitamente questa fiaba nelle scuole, nelle biblioteche e nelle associazioni di assistenza ai bimbi malati. Ne furono regalate 25000 copie, finanziate da varie iniziative.

una campana per tuttiTutto ha inizio con una campana del ‘600, presente nell’antica cappella di Villa Santina, in Emilia, nel podere acquistato da nonno Umberto Muggia, ebreo e migrante di ritorno dall’America negli anni ‘20.

La famiglia ebrea custodì sempre con rispetto cappella e campanile. Più tardi, dopo il matrimonio  misto fra Ugo, ebreo, e Lisetta, cattolica, matrimonio che avvenne nel 1953 e che esorcizzava a modo suo gli anni bui delle persecuzioni naziste, la famiglia fece riconsacrare la chiesa, dove si erano susseguiti atti vandalici in cerca di un improbabile tesoro durante la guerra.

I Muggia non erano grandi praticanti ma provavano il massimo rispetto per tutte le religioni, e volevano che la chiesetta servisse ancora al suo scopo per i cattolici del circondario, che per andare a messa dovevano percorrere molti chilometri in bicicletta. Il prete riprese a celebrare, se non altro nelle ricorrenze religiose maggiori. Negli anni ottanta, alla vigilia della vendita del podere e temendo che i luoghi sacri fossero nuovamente profanati, in un periodo in cui nessun intervento conservativo veniva fatto sui beni artistici di cui peraltro la piccola chiesa era un esempio, ne chiese  la sconsacrazione; gli arredi più sacri come l’ostensorio e gli antichi messali miniati furono donati ad altre chiese del circondario perché venissero usati, e si provvide a salvare, restaurare e custodire altri elementi artistici di pregio, tra cui un paliotto d’altare, un quadro, e una splendida campana bronzea istoriata che porta il nome del signore di quelle terre nel xvii secolo, Sanctinus, da cui deriva il toponimo (“la Santina”).

Lisetta e Ugo Muggia hanno espresso il desiderio che quella magnifica campana “tornasse a fare il suo mestiere di campana”, e ora se ne presenta l’occasione.

È stata donata a Don Aldo Bertinetti, sacerdote torinese amico di famiglia e membro della consulta interreligiosa torinese, parroco nel piccolo paese di Varisella, affinché sul terreno annesso alla chiesa sorga una costruzione che ospiterà sia la campana sia celebrazioni per i defunti d’ogni convinzione religiosa, operate congiuntamente, in spirito ecumenico, dai celebranti di religioni diverse.

“La morte, finalmente, ci rende tutti uguali, e nessun razzismo o antireligionismo esiste più da questo lato dello specchio della vita!”

 

Cosa serve ora?

È necessario ora costruire un piccolo prefabbricato che ospiti la campana e i riti ecumenici, in un punto da cui si gode una vista splendida sulla vallata. Il terreno è messo a dispoosizione dalla  Parocchia San Nicola Vescovo.

boys-286789_1920L’accompagnamento empatico della sofferenza messo a punto da Daniela Muggia in più di 20 anni di accompagnamento delle persone alla fine della vita e in lutto (ECEL, Empathic Care of the End of Life) si fonda su due colonne portanti: una prettamente occidentale (fisica quantistica, neurocardiologia e neuroscienze) e l’altra tipicamente orientale (le pratiche meditative dette “della Compassione”, di tradizione tibetana), oggi convalidate delle discipline di cui sopra. Si riassume nell’addestrarsi a entrare in uno stato profondamente quieto, lucido e empatico e nell’imparare a rimanervi, affrontando da lì tutta la comunicazione che ruota intorno al morire.

ACCOMPAGNAMENTO ANIMALI CON VETERINARI.