LIBERARSI DALLA PAURA DELLA MORTE

TONGLEN2014

12 novembre 2018, ore 21-23

Sala Polivalente del CAP, Agenzia educativa per minori

Via G. Germanetto, 3 12045 Fossano (CN)

Docente: Daniela Muggia

Costo: 15€

Si consiglia vivamente di iscriversi quanto prima al numero 339 4405961 o all’indirizzo mail: tonglen@libero.it verificando la disponibilità di posti. Risulterete iscritti solo a seguito del pagamento della quota di iscrizione tramite bonifico (IBAN IT05R02008 30520 000005194398 Associazione Tonglen, specificando nominativo e titolo evento).

SITO WEB DELL’EVENTOhttps://www.tonglen.it/evento/liberarsi-della-paura-della-morte/ 

DESCRIZIONE EVENTO

Il problema della paura della morte non è cosa da poco. Di solito, il solo argomento ci fa scappare a gambe levate, e la nostra società è lo specchio di questa inutile quanto illusoria rimozione di massa.

La parola d’ordine è apparire sempre giovani, quasi immortali. Così, quando la morte arriva, siamo perlopiù impreparati e disorientati.

Ci identifichiamo tutta la vita con il corpo e con la nostra mente: ma il corpo muore e l’encefalogramma diventa piatto, e se non possediamo una solida fede religiosa, cosa piuttosto rara, non c’è da stupirsi che la paura della morte sia così forte.

Se il corpo muore e la mente anche, c’è qualcosa che rimane, qualcosa su cui contare? Una risposta straordinariamente ricca e compatta ci viene oggi da quanto di più antico e di più moderno l’uomo abbia messo a punto: la meditazione, asse portante delle più grandi tradizioni mistiche della Terra, e la scienza, soprattutto attraverso la fisica quantistica, le neuroscienze e le indagini scientifiche sulle esperienze di premorte, altrimenti dette NDE.

La serata prevede una parte teorica, legata alle indagini scientifiche, ed una esperienziale, legata alla meditazione laica, cristiana e buddhista.

A chi si rivolge:

A chiunque si trovi ad affrontare il tema della propria morte (dunque a tutti!) o di quella altrui (medici, personale sanitario o di assistenza, accompagnatori, o persone che, nella loro vita privata, si trovano ad essere attualmente accanto ad un malato che ha ricevuto una diagnosi infausta).