19/10 Vivere con la malattia

ATTENZIONE!

L’EVENTO HA CAMBIATO LOCATION:  

Spazio Syntesia in Corso Andrea Podestà 5B, Genova

19 OTTOBRE 2019 

ORE 9.15-17.30

COSTO:

50€ PER PAGAMENTI CON BONIFICO ENTRO IL 15 OTTOBRE E PER CHI ARRIVA DA FUORI GENOVA.

60€ PER LE ISCRIZIONI EFFETTUATE DOPO IL 15/10

Per maggiori info: 3458363973  – sito: http://www.braccialettibianchi.org/

Ammalarsi fa parte della vita, e porta con sé potenti mutamenti. Abitualmente si pensa che essi siano tutti negativi, ma la malattia non si riassume nella sofferenza, così come il malato non si riassume nella malattia. Quali mezzi offre l’Accompagnamento Empatico della Sofferenza Terminale (ECEL®) per affrontare una diagnosi infausta, quando siamo noi a doverla comunicare, o noi a riceverla, o quando essa è rivolta a un nostro caro? Come affrontare le fasi di una malattia grave o cronica, e quali mezzi abbiamo per tenere a bada la sofferenza fisica e morale che essa porta con sé? Come possiamo risvegliare la resilienza dei malati gravi? Quando la morte si avvicina, o quando la malattia cronica è grave, la sofferenza è di ordine fisico e mentale; la sofferenza fisica oltre che dover essere affidata a farmaci antidolorifici, può anche giovarsi di tecniche meditative tradizionali, sulle quali incominciano a esserci notevoli conferme scientifiche. La sofferenza mentale è composta da una quantità di elementi che possono, se analizzati, essere accompagnati e leniti con una serie di antidoti di tipo comportamentale, evitando così di infliggere involontariamente al malato delle sofferenze inutili derivate dalle nostre proiezioni, e aiutarlo invece a trarre qualcosa di buono persino dalla malattia. Ciascuno di noi ha infatti una natura resiliente, ossia capace di farlo uscire più forte dai peggiori eventi  della vita, ed è importante sapere non solo che ce l’abbiamo, ma come stimolarla in noi e negli altri. Questo seminario non è una lezione frontale, anzi prevede molti momenti di esercitazione pratica e di interazione a cui si è liberi di partecipare oppure no.

 

A CHI SI RIVOLGE?

 

I malati prima di tutti e poi medici, personale sanitario o di assistenza, famigliari di malati e accompagnatori della fine della vita. Tutti possono trovare, in questo seminario, una più profonda comprensione delle proprie dinamiche (o delle persone che accompagnano) oltre a strumenti per avere di sé e della propria malattia una visione diversa e meno scoraggiante. La giornata si rivolge ovviamente anche a chiunque, nella sua vita privata, si trovi a essere attualmente accanto a un malato che ha ricevuto, o teme di ricevere a breve, una diagnosi infausta.